Narrazione e matematica: si può fare? Certo! Grazie a Gianni Rodari

Credts Elena Prette

Chi l’ha detto che solo le ore di italiano devono diventare momenti in cui sperimentare la narrazione? Lo storytelling a scuola se ci pensate si trova e anche preponderante in altre materie quali: MATEMATICA (leggere e risolvere problemi), TECNOLOGIA (creare presentazioni, grafiche, raccolte digitali di immagini, ecc.), EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA CIVILE (descrivere situazione di vita in cui si debba cooperare e rispettare le regole), ecc. Per questo ho pensato di suggerire anche alle insegnanti dell’ambito antropologico e logico/scientifico alcuni modi per inserire le TECNICHE DI GIANNI RODARI in tutta la quotidiana didattica, convinta quale sono da anni, che la narrazione debba essere vista sempre più come strumento trasversale oltre che come obiettivo di una singola disciplina. Nel libro “Grammatica della fantasia” di Gianni Rodari infatti, possiamo trovare queste cinque (+ 1) tecniche per allenare la scrittura creativa dei nostri studenti, eccome come le ho declinate per voi:

1. Il fantastico binomio

Il binomio fantastico suggerito da Rodari consiste nell’abbinare due oggetti o creature provenienti da contesti completamente diversi e da quelli partire per creare una narrazione. Per scegliere un binomio fantastico è bene farlo per caso. Ad esempio: guardaroba e cane. Un armadio da solo di solito non ti fa ridere nè piangere, ma farlo interagire con un cane è un’altra cosa: il cane nell’armadio, il cane con l’armadio, l’armadio del cane, il cane sopra all’armadio, ecc. Il binomio può offrirci storie fantastiche varie. Ad esempio:  l’armadio per cani mi sembra proprio una buona idea per gli architetti. Viene realizzato per riporre il mantello del cane, la raccolta di museruole e guinzagli. PENSATE QUANTO DIVERTENTE PUO’ RISULTARE UNA PRESENTAZIONE DIGITALE creata con questa tecnica narrativa!

2. Cosa succederebbe se…

Si tratta di porsi domande per raccontare storie. Ad esempio:  cosa succederebbe se un uomo si svegliasse trasformato in uno scarafaggio? Per fare una domanda, è necessario scegliere a caso un soggetto e un predicato. Ad esempio, con il soggetto “fiumi” e il predicato “volare” potrebbe venire fuori:  cosa succederebbe se tutti i fiumi iniziassero a volare? QUESTA TECNICA E’ IDEALE PER CREARE PROBLEMI SENZA NUMERI DA RISOLVERE, per lavorare sul problem solving puro.

3. Vecchi giochi

Consiste nel ritagliare i titoli di giornali e riviste e mescolarli per ottenere notizie assurde e / o divertenti. Ad esempio:  un giudice / indaga per essere più pulito / prima del fallimento delle trattative. SPASSOSO FOTOGRAFARLI E INSERIRLI IN UNA GALLERIA FOTOGRAFICA DIGITALE DI immagini! Oppure applicare stickers digitali!

4. Le storie all’indietro

Inverti le storie così come sono conosciute. Ad esempio: Biancaneve non trova 7 nani ma 7 giganti. Come continua la storia? È applicare la tecnica dell’inversione a una storia. PENSATE QUANTE SITUAZIONI SI POTREBBERO CREARE DI ANALISI PER LAVORARE SULL’EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA CIVILE!

5. Insalata di storie

Alcune storie si combinano con altre, mescolando personaggi, luoghi, eventi … Ad esempio: Cappuccetto Rosso incontra Pollicino e i suoi fratelli. IN QUESTO CASO: PROBLEMI…PROBLEMI E ANCORA PROBLEMI CON LE 4 OPERAZIONI!

6. Errore creativo

Questa è la mia preferita: un errore può essere un’opportunità per scrivere una storia. Se un bambino commette un errore in matematica per esempio o cambia una lettera con un’altra nello scrivere un testo di un problema (maga – maja), possiamo seguire incoraggiarlo a creare una storia basata sul suo errore! NON LO TROVATE STUPENDO?

Questo e tanto altro ci ricorda che lavorare sullo storytelling è fondamentale, è un training del pensiero importantissimo e prezioso anche e forse soprattutto in matematica.

Che aggiungere: ancora tanti auguri all’immenso Gianni Rodari. Ti saremo per sempre grati.

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