Parole matematiche che fanno bene: i poster motivazionali per crescere

Buongiorno care e cari! Finalmente trovo il tempo di scrivere anche sul mio amatissimo blog! E lo faccio perchè ho preparato una sorpresa per voi. Sapete che ogni volta che esce un mio libro mi piace accompagnarne la lettura di chi lo acquista con risorse speciali. Il Detective delle frazioni, pubblicato pochi mesi fa da Il Battello a Vapore, nasce da un’idea a cui tengo moltissimo: far incontrare i bambini con la matematica non come un insieme di regole ma come un territorio da esplorare.
Un territorio in cui osservare, fare ipotesi, cercare indizi, tornare sui propri passi, sbagliare, cambiare prospettiva e scoprire qualcosa che prima non si vedeva.
In una parola: fare enquiry.
Ho scelto proprio il contesto del detective perché mi sembrava perfetto per raccontare questo modo di vivere la matematica. Il detective non si limita a trovare una risposta: guarda meglio, cerca collegamenti, raccoglie informazioni, formula domande e prova a dare un significato a ciò che incontra.
E quale mondo matematico poteva prestarsi meglio di quello delle frazioni?
Più osservi, più scopri
Le frazioni sono un universo in cui più cerchi, più trovi.
Pensiamo, per esempio, alla densità dei numeri razionali (una delle cose che mi affascinano di più in matematica!): tra due numeri possiamo continuare a cercare e trovare ancora altri numeri, poi altri ancora. È come se la matematica ci invitasse continuamente a fare zoom.
Guardiamo più da vicino. Poi ancora più da vicino.
E ogni volta compare qualcosa che prima non avevamo notato.
Per questo, mentre scrivevo il libro, tornavano spesso nella mia mente immagini come la lente d’ingrandimento, il microscopio e lo zoom. Sono immagini che raccontano benissimo il lavoro del detective, ma anche la natura stessa dei numeri razionali.
Le frazioni hanno una storia
Nel libro ho voluto inserire anche alcuni focus sulla storia della matematica (sapete che ci tengo molto 💖).
Uno dei focus è dedicato a Fibonacci e al suo ruolo nella storia dei numeri. Un altro ci porta invece nell’antico Egitto, dove le frazioni venivano rappresentate e utilizzate in modi molto diversi da quelli a cui siamo abituati oggi (ovvero principalmente come unità frazionarie).
Parlare di storia della matematica significa restituire ai numeri la loro dimensione più umana.
Anche la matematica, in fondo, è una grande indagine iniziata molto tempo fa e ancora aperta.
Un intero fatto di parti
C’è poi una metafora che attraversa tutto Detective delle frazioni e che per me è forse la più importante.
Un intero è composto da parti. Una comunità è un intero, ma allo stesso tempo è formata da tante persone diverse. Ogni parte ha un valore, un’identità e un posto all’interno dell’insieme.
Anche ciascuno di noi è un intero.
Eppure ci sono momenti in cui possiamo sentirci divisi, fragili, sparsi in tanti pezzetti. A volte possiamo percepirci come una frazione molto piccola, soprattutto quando stiamo attraversando qualcosa di difficile.
Ma sentirsi frazionati non significa essere meno interi.
Lo dicevo anche durante la diretta Instagram di lancio del libro: possiamo sentirci fragili, confusi, stanchi o incompleti ai nostri stessi occhi ma siamo persone intere, preziose e degne di essere viste e molto spesso come nel caso dei bambini…STUPENDE!
È qui che, secondo me, le frazioni possono incontrare anche l’educazione civica: nel rapporto tra individuo e comunità, tra parte e insieme, tra unicità personale e appartenenza.
La matematica può aiutarci a parlare di noi e degli altri con un linguaggio nuovo.
Cinque poster per accompagnare l’anno
Da queste riflessioni sono nati cinque piccoli poster motivazionali, ispirati ai temi del libro: Fibonacci, le frazioni egizie, la ricerca, la scoperta, l’errore come indizio e l’idea di intero.
Li appenderò in classe nel corso dell’anno, ma non tutti insieme.
Mi piace l’idea che ogni poster possa arrivare nel momento giusto, quasi come una nuova tappa dell’indagine.
Pensavo di iniziare con il poster dedicato al detective e all’errore (visto che sarà il tema del nostro BACK TO SCHOOL), per costruire fin dai primi mesi un clima in cui sbagliare significhi raccogliere informazioni utili.
In seguito appenderò quello su Fibonacci, durante un percorso dedicato alla ricerca di regolarità e meraviglie matematiche.
Il poster sulle frazioni egizie potrebbe accompagnare il lavoro sulla storia della matematica, mentre quello dedicato all’intero potrebbe diventare il punto di partenza per una riflessione di educazione civica sulla comunità, sulle differenze e sul valore di ogni sua parte.
Alla fine dell’anno, i cinque poster potrebbero ritrovarsi tutti insieme, come le pagine visive di un’unica storia.
La storia di una classe che ha imparato a osservare, cercare, interrogarsi e scoprire.
I poster da scaricare gratuitamente
Ho deciso di condividere questi poster gratuitamente perché mi piace pensare a quanti bambini e bambine si sentiranno supportati qualora potessero entrare anche nelle vostre classi o nelle camerette.
PS IMPORTANTISSIMO! Come avete visto dopo lunghe conversazioni con l’intelligenza artificiale che sarà pure intellingente ma non capiva, sono riuscita ad inserire nel poster a tema Detective anche alcuni segni della LIS, la Lingua dei Segni Italiana.
Non soltanto pensando alla presenza di un bambino sordo in classe, ma perché credo che conoscere alcuni segni essenziali possa essere importante per tutti. La LIS può diventare un’occasione per ampliare i linguaggi della classe, usare maggiormente il corpo e lo sguardo e far scoprire ai bambini che non esiste un solo modo per comunicare.
C’è poi un messaggio più profondo, che per me conta moltissimo. Quando un bambino vede un materiale pensato fin dall’inizio per raggiungere anche chi potrebbe incontrare una difficoltà, comprende che quello spazio è stato immaginato per accogliere tutte le unicità.
E credo che questo messaggio arrivi anche a chi vive altre fatiche: a chi ha bisogno di più tempo, a chi comunica in modo differente, a chi teme di sbagliare, a chi qualche volta si sente fuori posto. Un poster che rende visibile una forma di accessibilità può far sentire accolti molti più bambini di quelli ai quali sembra rivolgersi direttamente.
Perché l’inclusione non riguarda soltanto chi ha una difficoltà riconosciuta. Riguarda il clima che costruiamo e il messaggio che lasciamo sulle pareti: qui esistono tanti modi di capire, esprimersi e imparare, e c’è posto per ciascuno.
Scarica i poster cliccando sull’immagine di anteprima qui sotto

Complimentisssssimi veramente per il gran lavoro che fai e per metterlo sempre a disposizione. Ti siamo grate /i .
UN GRANDE GRAZIE
GRAZIE A TE per questo bellissimo commento!!!!😍😍😍